02 maggio 2013

Netgamers - recensione lettore Amazon.it


Recensione di Netgamers di utente che ha acquistato l'ebook su Amazon.

4.0 su 5 stelle - Interessante - 29 aprile 2013

Il tema è molto interessante e il romanzo è ben scritto pur senza acuti. Le storie dei personaggi in game e out-game si leggono volentieri nonostante siano piuttosto scontate e stereotipate. Comunque la lettura è piacevole, a questo prezzo è un grande affare. Aggiungete una stella se siete appassionati di videogame.

12 aprile 2013

Netgamers in versione cartacea

Siete dei tecnofobi, oppure non amate leggere libri in formato ebook perché fa male agli occhi, non avete il supporto adatto, oppure amate il profumo della carta stampata?
Finalmente potete acquistare in formato cartaceo il romanzo Netgamers.
Lo trovate, per il momento, solo a questo indirizzo.

SINOSSI
Può un videogioco diventare come una droga? Creare dipendenza? Questo romanzo cerca di dare una risposta a questi interrogativi attraverso la storia di quattro personaggi reali totalmente diversi l'uno dall'altro e dei loro alter-ego digitali.

20 marzo 2013

Netgamers - Recensione cliente su Amazon.it

Un altro cliente soddisfatto :).


5.0 su 5 stelle
S.King, WoW e problemi quotidiani. 19 marzo 2013
Ho letto questo romanzo attratto dal titolo. L'ho iniziato al pomeriggio e l'ho terminato la mattina seguente, completamente gratificato. Sono rimasto colpito dalla verosimiglianza dei personaggi principali e sono rimasto con vari dubbi. Forse, troppi. Io ero un NetGamer e, per esperienza, i videogiochi hanno un effetto assuefativo nelle menti delicate, stufe dei problemi che la vita impone loro ogni giorno.
La mia vita in questo romanzo.
Consigliato!!!

05 marzo 2013

L'anima errante - prime pagine


Un uomo con un lungo cappotto nero percorreva una via del centro della città, avviluppata in una mattina grigia con nuvole basse e minacciose e spazzata da un vento che trascinava con sé goccioline di pioggia. Un cappello scuro ne celava il viso e gli occhi.
La gente per strada non badava a lui, ma a difendersi dalle sferzate gelide del vento di tramontana. L’individuo percorse un breve tratto della piazza San Clemente di Velletri, addobbata a festa per le imminenti feste natalizie, poi si tuffò in un vicolo laterale in cui il vento faceva mulinare cartacce e foglie secche. Percorse il vicolo per la sua intera lunghezza e poi svoltò in un viottolo poco illuminato. A metà strada si fermò, una folata di vento gli alzò per un attimo il cappello rivelando una faccia grinzosa e scolpita dal tempo. Incastonati come diamanti brillavano sul viso due occhi penetranti color ghiaccio. L’uomo guardò nelle due direzioni in cui il lastricato si perdeva e poi entrò nel negozio di fronte.
All’interno un odore di pagine ingiallite e polvere. Centinaia di vecchi libri erano catalogati con ordine in enormi scaffali in noce, qua e là attaccati dalle tarme. L’uomo percorse sicuro il corridoio centrale e arrivò al bancone.
“Bartolomeo,” disse con voce profonda.
Si sentì un fruscio e da dietro una porta apparve un anziano con in mano un volume pulcioso e con gli occhiali in bilico sul naso.
“Ah, sei tu. Ho buone notizie per te.”
“L’hai trovato?” domandò l’altro con una punta di eccitazione.
“Sì, ma non è stato facile.”
Bartolomeo chiuse con un polveroso sbuffo il tomo consunto e lo infilò sotto il bancone.
“Dov’è?”
“Calmati, ora te lo vado a prendere.”
Tornò dietro la porticina. L’uomo si tolse il cappello, liberando una chioma spoglia, con qualche sparuto capello grigiastro. Aveva la pelle stranamente violacea e una barba bianca ben curata. Quando Bartolomeo riapparve, si affrettò a ricoprire il capo.
Il vecchio stringeva le dita su una copertina rilegata in pelle nera e impreziosita da borchiature dorate. Lo posò sul ripiano davanti all’uomo nel cappotto. Lui non lo prese subito. Esitò fissandolo. Poi, come riscuotendosi, lo agguantò e incominciò a esaminarne la copertina. Dopo un minuto buono lo aprì e osservò con attenzione le pagine iniziali.
“Allora?” domandò Bartolomeo.
“Un attimo,” disse l’altro spazientito.
L’uomo scorse altre pagine con aria via via più insoddisfatta, poi lo riappoggiò chiudendolo.
“Questo non è il libro che cercavo.”
“Certo che non lo è. È solo una buona imitazione.”
“Dov’è l’originale?” brontolò il cliente con aria minacciosa.
“Il nostro accordo non mi pare soddisfacente, ho dovuto penare parecchio per ritrovare il libro, non è stato facile e sono anche accadute strane cose da quando è qui.”
Lo sconosciuto mise una mano sul bancone. “Strane cose?”
“Sì.”
“Tu vaneggi, vecchio. Ti pagherò il prezzo stabilito, non una lira di più. E ora fuori il libro!”
Bartolomeo scosse la testa. “Voglio il doppio.”
L’uomo scoppiò a ridere, prendendo alla sprovvista il libraio, che sussultò.
“Tu sei pazzo.” 
“Il doppio,” ripeté il vecchio, per nulla intimorito.
“E va bene, ti darò il doppio, ma ora fuori il libro.”
Bartolomeo sorrise, il sorriso furbo di chi da decenni contrattava con gente ben peggiore del figuro che aveva lì davanti. Si voltò e di nuovo superò la porticina. Immetteva in un locale in penombra, illuminato da una lampadina da pochi Watt e stracolmo anch’esso di libri più o meno integri.
Si chinò sotto un tavolo e raccolse un cofanetto arrugginito e malconcio. Sfilò una piccola chiave da una tasca dei pantaloni e aprì lo scrigno. Stava per prelevare il libro che vi era nascosto quando alle sue spalle apparve senza rumore l’uomo col cappotto nero. Afferrò la testa del libraio con tutte e due le mani e con uno scatto secco la fece roteare di quasi centottanta gradi. Si udì uno schiocco, il vecchio non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che stava accadendo.
Quando l’uomo lasciò la presa, il corpo cadde con un tonfo sordo su una catasta di libri. L’assassino scavalcò il cadavere ed esaminò il contenuto del cofanetto. Il libro esibiva la stessa rilegatura della copia, e all’interno spiccavano gli stessi simboli, ma in questo c’era la raffigurazione che in tutte le altre copie che aveva esaminato nel mondo non aveva mai trovato.
“Sì,” sibilò trionfante a bassa voce. “Grazie, Bartolomeo, hai avuto la ricompensa più grande.”
Sistemò il prezioso libro nero in una tasca interna del pastrano.
Percorse veloce il corridoio e uscì nel viottolo. Nessuno in giro. D’altronde la giornata non era ideale per passeggiate mattutine. Imboccò il vicolo all’estremità opposta rispetto a quella da cui era giunto e se ne andò indisturbato.
Quando, ore più tardi, echeggiarono le sirene della polizia, lui stava facendo scattare la cintura di sicurezza della sua poltroncina d’aereo.

04 marzo 2013

L'anima errante - disponibile in ebook a 0,99 euro

È da qualche giorno disponibile in formato epub e mobi a soli 0,99 centesimi il romanzo L'anima errante.
Scritto nel 2001, riscritto ed editato nel 2013 e ora pronto per essere letto e scaricato. La sua nuova versione luccicante e la nuova copertina creata dal sottoscritto danno a questa opera nuovo lustro.

Lo trovate già disponibile nei seguenti negozi online:


SINOSSI

Matteo Mosseni è uno scrittore in crisi creativa. Per ritrovare l’ispirazione perduta, acquista, con gli ultimi soldi che gli rimangono, una villa ottocentesca. L’edificio però nasconde un segreto imprigionato tra le sue mura da secoli.
In una girandola di colpi di scena, Matteo si ritroverà a fare un patto diabolico per riguadagnare il successo perduto.
Ritornerà ai fasti di un tempo. Ma a quale prezzo?

26 febbraio 2013

Netgamers - capitolo 3


Lord Vanquish uscì dalla chat, si ritrovò nella schermata iniziale del gioco, osservò per alcuni secondi il suo fiero alter-ego con il mantello nero svolazzante alle spalle e poi effettuò il logout.
Il suo vero nome era Armando Canalini, di professione avvocato divorzista, aveva quarantacinque anni, separato, con due figli. L’ironia della sorte era che da lì a qualche mese avrebbe presenziato non come professionista alla sua causa di divorzio.
Sì alzò dalla scrivania, ma lasciò acceso il PC. Lo lasciava sempre disponibile per qualche capatina veloce nel mondo di Tales of Runimar. Da quando si era lasciato con la moglie i videogiochi erano diventati la sua valvola di sfogo. Aveva iniziato con qualcosa di semplice, consigliato dal suo negoziante di fiducia, ma pian piano aveva incominciato a giocare a videogiochi sempre più complessi ed evoluti fino ad arrivare al gioco online e ai famosi e famigerati giochi di ruolo di massa.
Sempre il suo negoziante gli aveva consigliato Tales of Runimar, dubbioso, aveva cominciato a giocarci e non si era staccato più. Tutti gli altri giochi erano spariti nel dimenticatoio, era entrato in una gilda, aveva fatto amicizia con alcuni dei membri ed era diventata una specie di droga, un’ossessione, un’alienazione.
Se ne rendeva perfettamente conto, ma la sua vita reale era a un punto morto e la sua vita sociale era praticamente azzerata. Gli rimaneva solo il suo lavoro, che comunque gli dava delle soddisfazioni, soprattutto a livello finanziario, anche se a breve parte di quel denaro sarebbe sparita in alimenti per l’ex-moglie.
Si avvicinò alla finestra da cui traspariva un fievole lucore proveniente dai lampioni stradali. Scostò la tenda e guardò fuori. Auto parcheggiate sui due lati, asfalto bagnato, nello spettro del lampione più vicino danzava una pioggia inconsistente che pareva quasi volteggiare invece che scendere al suolo.
Due ragazzi nel portone di fronte stavano immobili a fissare un punto indefinito. Uno dei due alzò la testa non appena lui scostò la tenda. Avevano tutti e due cappucci calati sulla testa e non erano distinguibili. Armando rimase a guardarli finché l'altro non abbassò la testa. .Poco dopo volute di fumo si dispersero nella pioggia prodotte dalle sigarette che avevano appena acceso
Armando si scostò dalla finestra, fece scendere la tapparella e uscì dalla sala. L'orologio digitale sul comodino della camera da letto segnava le due e trentacinque. La fluorescenza dei numeri nel buio era quasi fastidiosa. Aveva già indossato il pigiama, lo aveva addosso dalle nove e mezza di sera, da quando si era seduto al computer per entrare nel mondo virtuale di Runimar.
Non aveva per niente sonno, aveva ancora in corpo l'adrenalina prodotta dal gioco e davanti agli occhi le immagini dell'ultimo scontro, ma l'indomani avrebbe dovuto alzarsi presto per essere in tribunale a un'ora decente. Decise di leggere e senza accorgersene tirò fino alle tre e mezza.

18 febbraio 2013

Netgamers - le origini


Era da diversi anni che volevo scrivere un romanzo che parlasse di videogiochi, di videogiocatori e della dipendenza che ne deriva.
Per esperienza diretta, naturalmente: è praticamente da quando esistono gli home computer che ho iniziato a giocare e a sviluppare una dipendenza da videogames. Sono passato attraverso vari stadi, dal grave a periodi di astinenza forzata.
Così ecco l'idea di parlarne in un romanzo. Negli anni ho fatto diversi tentativi. Nel 1999 scrissi per NGI un racconto a puntate, Sangue sul quad, che parlava delle avventure di un giocatore di Quake2 che finiva dall'altra parte mentre il suo alter-ego veniva proiettato nella realtà, con tutte le conseguenze del caso. Il primo tentativo di romanzo invece parlava di un giocatore di Quake 3 Arena che voleva diventare professionista e partecipava a diversi tornei, trascurando tutto il resto, ma non ero soddisfatto e lo mollai praticamente dopo aver scritto poche pagine.
Stesso discorso per il secondo tentativo che era ambientato in un MMORPG in cui si potevano vincere anche soldi reali.
Nel 2009 iniziai Netgamers stavolta con idee ben precise su quello che volevo creare, e l'universo in volevo che i miei personaggi, reali e virtuali, interagissero.
Come per ogni manoscritto ci furono momenti di difficoltà, attimi di sconforto, ma la volontà di concluderlo fu più forte. Grazie poi al sapiente lavoro del mio editor che mi diede, come al solito, preziosi suggerimenti che migliorarono decisamente l'opera.
Ho faticato molto, soprattutto a tagliare diverse pagine del party perché appesantivano inutilmente la storia e a riscrivere e allungare il livello della vita dei personaggi virtuali.
Alla fine Netgamers ha visto la luce, sta riscuotendo un discreto successo e di questo sono molto soddisfatto.

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